In servizio non si beve!

29 Ott

Non è che sono scomparsa. Non sia mai. Ero solo al Salone del Gusto di Torino. Qualcosa tipo 36 ore consecutive di conferenze stampa/cerimonie varie/disparate (o disperate!) degustazioni. Assolutamente divertente. Specialmente se si tiene conto della mia spiccata inclinazione ai peccati di gola. Ma devastante. Come ogni fiera che si rispetti.

Non mi era ancora capitato di seguire un evento di questa portata con il pass "stampa" appeso al collo. Giovedì, con larghissimo anticipo, mi sono presentata al Lingotto per ritirare il mio sudato accredito. Mi sono messa in fila, circondata davanti e dietro da – diciamo così – colleghi. Tutta gente per cui le addette stampa si esibivano in inchini deferenti e "Ma lei è… buongiorno e benvenuuuuuuuto!".

Come dire. Mi sono aggiustata il colletto della giacca. E mi sono sentita… come Anne Hathaway in presenza di Meryl Streep (per chi ha visto "Il diavolo veste Prada"). Solo che, invece di una cult bag griffata al braccio, avevo presìdi Slow Food che spuntavano a destra e a manca. Formaggi. Salumi. Pesciazzi vari. Pittoresco. Molto pittoresco.

Per prima cosa, ho deciso che era assolutamente necessario esplorare la sala stampa. Giusto perchè non ne avevo mai frequentata una. E sia. Mi sono addentrata quasi con circospezione. Ho concquistato la cartell… ehm, la valigia stampa. E, dopo aver vagato per qualche minuto senza una meta precisa (sempre all’interno della sala stampa)… mi sono trovata con un piatto di prosciutto nella mano destra e un gelato nella sinistra. Seduta a un tavolino con tre grossi cameramen de Roma.

In ogni caso. Dopo mezz’ora circa ero al lavoro. Inaugurazione di Terra Madre, in attesa del discorso di Napolitano. Prima la sigla, però. Un bel coro di mondine. Uao. Poi due ore (dico due!) di disquisizioni varie. Chiamparino, ovviamente. La Bresso. Qualche viceministro. Cinque o sei rappresentanti esteri. Il presidente di Slow Food, Carlo Petrini…

E qui apro una parentesi. Perchè seduta davanti a me c’era una giornalista zebra. Di nome e di fatto. Gonna nera & blazer bianco. Scarpe bianche e nere. Borsa bianca e nera. Occhiali bianchi e neri. Capelli bianchi con ricrescita nera (non chiedetemi come ciò sia possibile, please). Letteralmente pazza per il Petrini. Una via di mezzo tra una groupie e una baccante. Ovviamente, non appena il di lei favorito ha terminato il suo intervento, si è dileguata.

(Credo che metterò un annuncio sul blog della mia amica Betty Moore. Attenzione: una giornalista zebra & malvestita è fuggita prima del discorso di Napolitano. Per caso qualcuno l’ha vista?)

Fine della prima giornata. Coi piedi doloranti (perchè ho messo i tacchi, perchè?!?), mi avvio verso l’uscita. Quattro Masai in costume tradizionale mi sfilano davanti con naturalezza. Mi sono sentita un po’ nella savana. Solo che ero all’Oval di Turìn. Con ai piedi un paio di decolletè improbabili e una valigia stampa di 5 kg al seguito. Già pregustavo i giorni a seguire.

Alle 11.00 di venerdì ero già in pista. Programma alla mano, avevo pianificato una strategia atta a soddisfare ogni più minima curiosità. Dal momento che, nel giornalismo come nella cucina, sono praticamente una pivella, avevo deciso di "collaudare" alcuni prodotti dal punto di vista del consumatore medio. Non che abbia faticato molto a immedesimarmi. Anzi.

E’ andata a finire che ho mangiato "a scrocco" per tutto il giorno. Verso sera, dopo essere stata raggiunta dal boy, mi sono perfino lasciata coinvolgere in una mini lezione di degustazione dei vini. La parte più bella è stata quando mi hanno detto di annusare nel bicchiere, per percepire gli aromi della bevanda. Poi avrei dovuto indovinare se il suddetto odore era fruttato, fiorito, speziato ecc. ecc. E lì è sorto un serio problema. La deformazione da profumeria. Mi spiego. Siccome per me, solitamente, le note olfattive sono quelle che emana lo Chanel n. 5… capite che è improbabile che il vino sappia di talco o di ylang-ylang!

Comunque. Appena tornata a casa, ho scoperto che c’erano dei parenti a cena. Che felicità!

Sabato mattina mi sono svagliata già distrutta. E assolutamente sazia. Però avevo ancora un paio di cosette da vedere. E quindi, eccomi nuovamente sulla via del Lingotto. All’ora di pranzo, finalmente, avevo raccolto tutto il materiale necessario per l’articolo. Alle 14.30, dopo aver deciso che era ora di riporre il pass nella borsetta, mi sono ritrovata a pranzare appoggiata a una specie di tavolino. Bocconcini di pesce norvegese innaffiati da un bicchiere di birra ceca. Un abbinamento che alcuni definirebbero esecrabile.

Sarà colpa del poco sonno. Del molto camminare. Della folla. Dell’alimentazione sregolata a causa dei tremila assaggini e stuzzichini delle 36 ore precedenti. Il tutto, shekerato con la birretta ceca, ha sortito il suo tragico effetto. Alle 15.00 ero sul pullman, sulla via del ritorno. Discretamente ciucca. Seduta davanti a me, una tizia dallo sguardo riposato e fresco. E, nella mia testa, una sola frase: "Non-fissare-la-zebra, non-fissare-la-zebra, non-fissare-la-zebra…".

Epilogo. Ieri, alle 10 di sera, avevo il classico e prevedible cerchio alla testa da avvinazzata. Sono uscita. E sono andata a bere una Coca Cola.

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13 Risposte to “In servizio non si beve!”

  1. anonimo ottobre 30, 2006 a 9:16 am #

    E’ uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare! Volevo chiederti se i bocconcini di pesce norvegese erano annaffiati nel senso che la birra ce la si rovesciava sopra, perché se è così mi hai finalmente svelato cos’era quel piatto che ho visto a praga e che la sola vista mi ha provocato la nausea. E che me la provoca ancora ora quando ne parlo (o scrivo).
    PS: Cercavo nel cd di ramazzotti una canzone scritta da Lorenzo. Può essere considerata un’attenuante?
    Ponza.

  2. gisgis81 ottobre 30, 2006 a 10:37 am #

    Annaffiati nel senso che ho seclto di berci su una birra! Comunque, non erano male, i bocconcini!

  3. gatita71 ottobre 30, 2006 a 12:22 pm #

    rido!
    troppo divertente!!!
    sembra di vederti…….

  4. anonimo ottobre 30, 2006 a 6:03 pm #

    Comunicazione di servizio:

    1- il cliente ha usato register.it con una cosa ti po How Developpe o Developper ho Dannis Hopper… insomma, poi ti copio e incollo con precisione.

    2- E’ la prima volta che sono geloso del mio fumetto preferito. Altro che Tronco Di Pino! SGRUNT! 😀

    3- Probabilmente al Salone del Gusto 2008 ci sara Miranda Priesley???

    4- Ti amo (ed è così tenero e “mediatico” scrivertelo sul blog…) =^.^=

    Il pinkcoffe-boyfriend alla style-girlfriend…

  5. anonimo ottobre 30, 2006 a 6:05 pm #

    5- …….siamo una coppia a sbevazzo!

  6. Robba12 ottobre 31, 2006 a 8:45 am #

    Uffa, ma possibile che riesco sempre a perdermi tutte le cose che mi interessano? ma che palle…spero che tu ti sia divertita…ciao ciao

    Captain’s Charisma

  7. anonimo ottobre 31, 2006 a 9:09 pm #

    eh beh…
    “essere pagati per…” è sempre una frase che avrei voluto concludere con “mangiare”, nelle mie ambizioni lavorative!
    ..tutto ok ora? smaltito il tutto??:)

  8. anonimo ottobre 31, 2006 a 9:11 pm #

    ..come al solito, sono Dd.. e come al solito, dimentico di firmarmi!!

  9. poetamaledetto0 novembre 1, 2006 a 5:16 am #

    quel cerchio alla testa è in realta l’ aureola dei santi

  10. FabioBr novembre 1, 2006 a 10:56 pm #

    Leggendo la frase non-fissare-la-zebra mi hai fatto paura… è qualcosa tipico dei giornalisti?! Mi ricorda vagamento Homer Simpson!! 🙂

  11. gisgis81 novembre 2, 2006 a 10:06 am #

    Eheh. No Fabio. E’ qualcosa di tipicamente mio. :-/

  12. anonimo novembre 6, 2006 a 10:48 am #

    Ciao Gis,
    che bello tornare sul tuo space.. anke se rimpiango i tempi di MSN. Grazie per il commento carino.. Ho letto su GLAMOUR (si’, tra tutte le pubblicita’, c’e’ anke qualche articolo) di Alessia, che i blog piu’ IN sono quelli di http://www.myspace.com dove ci sono molti designer, stilisti, ecc.. Ne sai qualcosa?
    PS: Ho un amico, laureato in SCIDECOM, che aspira a fare il giornalista.. per ora scrive su TORONEWS.. secondo te, come puo’ contattare qualche giornale?E’ in crisi.. vabbe’.. magari lo conosci pure!
    grazie
    Vinny Blog

  13. anonimo novembre 6, 2006 a 10:13 pm #

    Wow, allora non sono stato l’unico a mangiare in maniera sregolata e improbabile negli ultimi giorni! Il mix di ciambella alla Homer Simpson e cucina danese, francese, turca, messicana, indiana è stato praticamente LETALE!

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